Eretto dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica il 25 novembre 2006

Collegato accademicamente con la Facoltà Teologica Pugliese

Anni carichi di passione e di impegno…

“In magnis et voluisse sat est”1

(Properzio)

Abbiamo condiviso un lungo tratto di strada nella diaconia della cultura attraverso il nostro Istituto Superiore di Scienze Religiose. Abbiamo profuso impegno, energie, risorse, accomunati dalla medesima passione per l’intelligenza della fede.

L’approccio al codice teologico della fede ha aperto menti e cuori di quanti lungo questi anni hanno usufruito, a diverso titolo, della nostra istituzione accademica. La portata teologica dei codici delle scienze religiose ha reso familiare ed evidente un universo concettuale che non ha mancato di favorire una più alta intelligenza del Vangelo in una fascia affatto irrilevante di laicato che lungo questi dieci lustri si è affacciato al nostro Istituto, il cui nucleo originario si avviava nell’immediato nel post-concilio.

Abbiamo insieme coltivato la consapevolezza che senza una buona intelligenza teologica del Vangelo il protagonismo dei laici è illusione estremamente pericolosa.

Abbiamo sperimentato che gli studi teologici possono avere anche un’attrazione “erotica”, affascinano e seducono.  Sono qualcosa di piacevole, un gioco tra ricevere e dare, fatto di scoperta e di nascondimento. Il piacere del conoscere è un’esperienza irresistibile, ancor più quando, come per il sapere teologico, intercetta i gangli vitali della propria esistenza e la orienta verso un progetto esistenziale. La riflessione teologica fornisce gli elementi teorici per suscitare nei credenti quell’inquietudine creativa che dinamizza la vita.

Lungo questi anni abbiamo mirato a promuovere un’ampia formazione teologico-pastorale dei laici per una presenza diffusa sul territorio di persone che sapessero interpretare teologicamente la realtà e aiutasse l’insieme del popolo di Dio a fare altrettanto. Possiamo affermare, senza remora alcuna, senza indulgere a rimpianti e nostalgie, che ne è valsa la pena.

Non possiamo non condividere, però, l’impressione che nel nostro tessuto diocesano (e penso anche altrove) la riflessione teologica abbia sempre fatto fatica a innervare il nostro tessuto ecclesiale diocesano.  Questa difficoltà, però, non può diventare ulteriore ragione per ritenerla non più necessaria e per smantellarla ma, al contrario, deve, attraverso spazi e tempi da inventarsi, darle maggiore fiducia e consentirle di dare il suo contributo all’interno del vissuto ecclesiale della nostra comunità diocesana. Si rende sempre più necessario il contributo di persone che innanzitutto pensino, ragionino, riflettano, cerchino in libertà di mente e cuore.

Se le mosse “burocratiche” decidono del compimento di certe esperienze e di talune istituzioni, come è un Istituto Superiore di Scienze Religiose, la ricchezza condivisa lungo questi anni possono tenere aperti spazi per esperienze “altre” che non dilapidino il patrimonio acquisito e non permettano che si affievolisca la passione teologica del laicato. Diversamente, la chiusura del nostro ISSR può diventare un costo troppo alto in un contesto che ogni giorno vede impoverire il tessuto connettivo ed il patrimonio di beni comuni destinati alla produzione della conoscenza, in grado di poter diffondere il sapere come fattore di coesione sociale e di apprendimento permanente.

Riconosciamo con gratitudine che Dio, chiamando laici allo studio della teologia e al servizio ecclesiale, ha fatto un dono prezioso alla nostra chiesa diocesana. Senza il loro apporto, l’annuncio e la pastorale in genere sarebbero meno rigogliosi nella nostra Chiesa.

Il 13 febbraio u. s. è stato firmato l’accordo fra lo Stato Italiano (Ministero per l’Istruzione l’Università e la Ricerca) e la Santa Sede (Congregazione per l’Educazione Cattolica) sul riconoscimento dei titoli di studi dell’Educazione universitaria. Il cammino per giungere all’attuale Accordo è stato lungo. Dal punto di vista ecclesiale, il documento può sembrare un successo. In effetti, con molta probabilità esso aprirà inedite possibilità professionali a coloro che hanno conseguito un titolo accademico ecclesiastico. Possiamo leggere la vicenda del nostro ISSR nella logica del seme che muore per produrre frutto (cfr. Gv 12,24-26). L’approdo all’intesa del riconoscimento dei titoli è il frutto da tempo atteso, prodotto dalla rimappatura degli ISSR.

Mentre ci accingiamo a concludere questa avvincente avventura, sento il bisogno di partecipare un sentimento di particolare riconoscenza e gratitudine a tutti i docenti – uno ricordo speciale va a quanti non sono più in mezzo a noi - per aver sempre garantito ai nostri studenti un percorso formativo sereno e stimolante in un clima di piena collaborazione e proficua condivisione; grazie per aver saputo interpretare la dimensione educativa e formativa dell’insegnamento. Ho trovato in tutti grande disponibilità umana e professionale, competenza e motivazione, voglia di fare, voglia di innovarsi e rinnovarsi per il successo formativo degli studenti.

Sentimenti di riconoscenza non possono non andare all’indirizzo dei Direttori che si sono avvicendati lungo questo arco di tempo e che hanno profuso intelligenza e impegno per dotare di un profilo accademico il nostro Istituto. Un pensiero di ringraziamento va anche agli Arcivescovi Moderatori che hanno segnato la storia del nostro ISSR e ne hanno seguito con sollecitudine le varie fasi storiche.

Non posso non esprimere gratitudine anche nei confronti delle due Facoltà Teologiche che ci hanno accompagnato in questa straordinaria esperienza accademica: la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale prima e la Facoltà Teologica Pugliese nell’ultimo tratto. L’attenzione riservataci ad ogni tappa dell’itinerario istituzionale ci hanno fatto sentire parte, sia pure a livelli diversi, di un medesimo corpo.

Un ringraziamento al personale non docente, al direttore amministrativo, all’economo diocesano: nella crescita e tenuta di questo ISSR hanno dato il loro apporto molto prezioso. Grazie per il lavoro quotidiano, determinante per la realizzazione di qualsiasi attività. Infine, sento di chiedere venia se durante questi anni non sempre sono stato all’altezza del compito affidatomi e se a causa della mia umanità sono stato motivo di dispiacere per qualcuno. Posso solo assicurarvi che non mi sono risparmiato per il bene di tutti e di ciascuno.

Vi annuncio altresì che un evento commemorativo di cui vi sarà data comunicazione in seguito suggellerà la chiusura del nostro ISSR. Insieme abbiamo costruito un racconto che ci ha visti protagonisti e la cui fine ci piace scambiarla con il fine: formare e formarci credenti adulti e pensosi. E questo fine non avrà mai fine. Grazie.

In amicitia Jesu Christi

Trani, 28 febbraio 2019

d. Mimmo Marrone

1. Nelle grandi cose anche l'aver voluto è sufficiente.

Una porta aperta a nuovi saperi

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